Arcano Maggiore II – La Papessa

Arcano Maggiore II – La Papessa

Numero II, la Papessa è un essere che accumula, è in gestazione, cova un uovo dietro di lei, che rimane un po’ nascosto ma è pronto per aprirsi. E’ pura, e possiede la capacità di purificare gli altri attraverso la fiducia che suscita, è una fonte inesauribile di possibilità.

Non vive nella mondanità ma piuttosto nella clausura, si può paragonare a una maga, alla Madonna, alla divina Iside. La sua coscienza è legata alla materia, passa attraverso il corpo ma allo stesso tempo è spirituale. Può essere frigida, rigida, dogmatica e proibirsi di vivere impedendo all’uovo di schiudersi. La sua pelle è bianca, come se non avesse sangue nelle vene ma luce che scende dal cielo.

Studia le leggi dell’incarnazione umana e con le mani offre un libro che aspetta di essere decifrato, risvegliato e reso utile per qualche tipo di azione. Ma essa stessa è un messaggio incarnato, che si svela, nel panno sospeso che le protegge la nuca e le spalle.

La sua qualità principale è l’ascolto, la ricezione senza nessuna intenzione. Attende Dio che scenda su di lei per fecondarla, ha bisogno di produrre, di creare qualcosa. La Papessa non ha fretta, è paziente, fedele, vive nella solitudine, come un santuario, silenziosa e severa. Potrebbe anche essere una matriarca o lasciarsi andare alla rassegnazione, diventare una madre fredda, una donna priva di sessualità che non sa essere dolce. Oppure al contrario una donna di grande statura spirituale, una sacerdotessa, una terapeuta, una guida.

I Tarocchi, come tutti i simboli, considerati nel loro aspetto essenziale, possono avere valenze positive o negative, in base a come vengono interpretati e inseriti nella concatenazione degli eventi.

Il corpo della Papessa è un recettore, la sua anima è pronta all’unione. Indubbiamente rimanda allo studio e alla scrittura. Da un punto di vista sessuale c’è sublimazione, in negativo potrebbe esserci frustrazione. Il suo uovo è un uovo cosmico dal quale può scaturire una divinità, il creato può esprimersi attraverso il suo essere. Per avvicinarci a lei dobbiamo essere puri e vuoti, abbandonare le sicurezze e affidarci al nostro destino, accogliere in noi l’ignoto, infinito ed eterno. Essere senza volere, con la perentoria inflessibilità della sacerdotessa. Tutto questo non si può realizzare senza la capacità di accettare, senza l’isolamento e la volontà di elevarsi interiormente. La Papessa stimola il silenzio, la meditazione, la saggezza femminile e induce alla lettura dei testi sacri. Nel vuoto di questo ascolto interiore prende forma un senso, un sentire riconducibile a un messaggio ricevuto che viene allo stesso tempo da fuori e da dentro. Una connessione con l’universo che si basa sull’accoglierlo dentro di noi e lasciarlo agire.

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