Arcano Maggiore 0 – Il Matto

Arcano Maggiore 0 – Il Matto

Il Matto non ha numero ma può dare i numeri. Viene comunemente individuato con la cifra 0 a significare l’inizio della serie dei Tarocchi, ma nella realtà è un fuoriserie. È un’energia potente e originaria. È libero, follemente libero, disordinato, caotico, ma possiede un fondamentale impulso creativo. Tutte le strade sono la sua strada perché è un viandante senza legami. Può andare in una direzione o ruotare su se stesso, facendo perno sul suo bastone o muovendolo per avanzare.

Può essere quindi un pellegrino oppure senza una meta, ma nel profondo forse custodisce un segreto, un’intima motivazione che lo spinge alla ricerca di qualcosa, solo che non lo sa.. Cosa porta nella sacca?

Non conosce il senso della parola divieto e potrebbe abbattere gli ostacoli che incontra sul suo cammino, anche distruggendosi o facendosi del male. Porta una luce dentro di sé una sorta di capacità visionaria. Pensiamo che nella serie dei dodici archetipi elaborata da Carol S. Pearson, a cui faremo riferimento ogni volta che si presenterà una chiara connessione con l’arcano in questione, il Folle viene posto all’ultimo grado, dopo il Saggio. Simbolicamente rappresenta l’abbandono di tutto quello che si è appreso perché dopo la saggezza suprema si rischia l’imprigionamento delle pulsioni vitali. Un saggio che possa definirsi tale è in grado di essere ironico e di scherzare giocosamente con la vita. Gli studi della Pearson derivano dagli approfondimenti dei lavori di Jung e Hillman. Il Matto ha rinunciato a qualsiasi domanda e possiede un’enorme forza liberatoria. È il pifferaio delle armonie cosmiche, al suo centro ha quattro campanelli, quattro centri musicali che in qualche modo gli forniscono una metrica equilibrante.

La cagna lo spinge sul perineo, sul chakra mùlàdhàra, la sua componente infantile, il passato, non lo bloccano, lo aiutano ad andare avanti. Incorpora un senso di progresso di vitalità che trasmette anche alle altre carte se posto prima di esse o di fuga se posto dopo, fisica o mentale (pazzia), emotiva, intellettiva e sessuale.

Ci parla dell’energia e della capacità di agire che si acquisice anche attraversando il senso della follia e della morte. Riguarda i cambiamenti di coscienza, di percezione, l’ampliare i limiti, entrare in trance, lasciar parlare l’energia delle origini. L’inconscio viene liberato, senza obbiettivi, è azione pura nell’eterno presente. Libera il corpo dal dominio della razionalità, si trasforma lui stesso in un animale selvaggio nella natura. Simboleggia l’essere quello che si è, con i sentimenti e la sessualità aperti. Può indicare il bisogno di agire, una fantasia sfrenata, la visionarietà, il delirio, l’idealismo, la gioia, ma anche l’inabilità.

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