Universo Tarocchi – Arcani Maggiori

Universo Tarocchi – Arcani Maggiori

In questa serie di articoli, dei quali il presente costituisce la presentazione sintetica, utilizzo le carte marsigliesi perché sono a mio avviso le più affidabili e conservano una simbologia più pura, scevra da sovrainterpretazioni se non addirittura stravolgimenti, rispettando una visione unitaria ed equilibrata. La versione restaurata da Jodorowsky/Camoin è la più bella e ricca di particolari.

L’esempio più rappresentativo dei Tarocchi di Marsiglia è quello di Nicolas Conver (1760) ma erano usati anche nei secoli precedenti e probabilmente sono la radice dei tarocchi europei. Queste carte contengono nell’insieme le regole geometriche dei costruttori romanici di cattedrali. Questa geometria sacra usa il numero aureo phi=1,618 che ritroviamo anche negli studi architettonici della cosiddetta piramide di Cheope.

Rapporto aureo nella carta dell’Innamorato

In un mausoleo del I secolo scoperto a Orange è stata trovata una sfinge alata come quella della Ruota di Fortuna, arcano numero X, che quindi faceva parte dei culti praticati a Marsiglia e dintorni. Potrebbero anche avere un’origine egizia, nonostante la sfinge alata non sia documentata in questa area geografica, ma non abbiamo dati certi su questo anche se ipotetiche connessioni simboliche non mancano come con la cabala ebraica.

Sfinge alata

Non esiste una definitiva chiarezza sulla nascita dei tarocchi e anche per questo mantengono la loro aura arcana. Fanno la loro comparsa nel XV secolo e sicuramente diversi studiosi e sapienti si unirono per creare questa iconica meraviglia. I tarocchi venivano utilizzati anche come gioco, con delle regole specifiche. La loro funzione però va ben al di là del gioco per divenire uno strumento conoscitivo.

Prenderò in esame soltanto gli Arcani Maggiori con la loro potenza visiva archetipica.

I tarocchi sono una sorta di testo iconografico, con una struttura riconoscibile, pur restando difficile la loro interpretazione negli abbinamenti.

Un buon tarologo, detto alla Jodorowsky, legge le carte nel loro interagire, attraverso gli sguardi dei personaggi, la combinazione dei simboli, per estrarne un messaggio spesso non palese.

La struttura è composta da due serie, la prima fino al numero X che è la Ruota di Fortuna. Questa contiene tra i suoi significati quello del cambiamento, della trasformazione, del giro di vita. Si passa quindi da una visione più terrena delle prime dieci carte a una più rivolta verso lo spirituale della seconda decina, fino ad arrivare al numero XXI del Mondo.

Struttura degli Arcani Maggiori con corrispondenze I-XI, II-XII,ecc..

Tutti i tarocchi, compresi i minori, formano un bellissimo mandala, nel quale le disposizioni sono significative.

Per l’analisi sono rilevanti i simboli rappresentati negli Arcani Maggiori, analizzeremo i più rilevanti nel dettaglio con gli articoli specifici.

Altro aspetto riguarda i numeri e la cabala. Noterete che sulle carte i numeri sono scritti in cifre romane e in ordine solo crescente, nel senso che i numeri non ammettono sottrazioni come per esempio il IX (9) diventa VIIII (9) cioè procede solo in avanti nella numerazione, e il 9 non può essere da questa angolazione 10 – 1 ma 5 + 4. Questo avviene per l’evidente processo in avanti del tempo e della coscienza. In sintesi estrema possiamo riassumere i significati dei numeri uniti agli arcani in questo modo:

Numero 0, il Matto, la potenzialità totale.

Numero 1, I. il Mago, l’inizio, le capacità.

Numero 2, II. la Papessa, l’ascolto, la ricezione.

Numero 3, III. l’Imperatrice, la creatività, l’impulso.

Numero 4, IIII. l’Imperatore, la stabilità, il controllo.

Numero 5, V. il Papa, la saggezza e la comunicazione.

Numero 6, VI l’Innamorato, il piacere e le relazioni.

Numero 7, VII il Carro, l’io e l’affermazione di sé.

Numero 8, VIII la Giustizia, la ponderatezza e la netta discriminazione.

Numero 9, VIIII l’Eremita, la crisi, la conoscenza del passato.

Numero 10, X la Ruota di Fortuna, l’evoluzione il cambiamento, spirito e materia.

Numero 11, XI la Forza, un nuovo inizio, con l’energia incanalata.

Numero 12, XII l’Appeso, la sospensione, la ricezione nello spirito.

Numero 13, XIII l’Arcano senza nome, cambiamento radicale, fine e rinascita.

Numero 14, XIIII la Temperanza, amor proprio equilibrato.

Numero 15, XV il Diavolo, la comunicazione con il profondo, l’inconscio.

Numero 16, XVI la Casa Dio, la Torre, il piacere che irrompe dall’anima.

Numero 17, XVII la Stella, la messa a nudo, il proprio posto nel mondo.

Numero 18, XVIII la Luna, la ricezione e seduzione femminile.

Numero 19, XVIIII il Sole, l’energia maschile e l’aiuto reciproco.

Numero 20, XX il Giudizio, la rinascita, la creazione.

Numero 21, XXI il Mondo, il completamento, la realizzazione.

Altro elemento visivo da considerare nelle carte sono i colori:

Il bianco richiama la purezza. L’azzurro la ricettività spirituale. Il blu la ricettività intuitiva, terrestre. Il giallo l’intelligenza. Il rosa carne l’umano, la vita cosciente. Il viola l’unione e il confine, l’orizzonte. L’arancione la vita, la materia pura. Il rosso l’attività. Il verde chiaro la natura celeste. Il verde scuro la natura terrestre. Il nero l’occulto, l’inconscio

Per leggere i tarocchi occorre farsi Luna, essere ricettivi e non aggiungere di nostro. Il tarologo si limita all’interpretazione delle carte, non compie delle magie. Eliminando la trappola della “lettura del futuro” i tarocchi diventano uno strumento utile alla conoscenza di noi stessi. Voler conoscere il futuro significa essere bloccati nel passato.

Libro consigliato: La via dei Tarocchi, Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa

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