Leggende Misteriose del Montefeltro

Leggende Misteriose del Montefeltro

Leggende Misteriose del Montefeltro è una raccolta riccamente illustrata da Mara Calesini di storie provenienti dal passato, dalle terre di quello che fu il Montefeltro storico. La superstizione, il folklore, le tradizioni antiche, sono popolate di figure magiche come streghe, folletti, fantasmi, angeli e demoni, ma anche di persone, di uomini e donne che con questi fenomeni si son dovuti confrontare. Da una parte c’è la spiegazione razionale, antropologica, che considera l’epoca in cui queste leggende si ambientano, le condizioni di vita, di salute, alimentari e sociali; dall’altra la dimensione dello spirito e del soprannaturale.

La maggior parte dei riti e delle tradizioni antiche faceva riferimento alle attività agricole e le questioni spesso ruotavano attorno al problema della carenza di cibo e alla sopravvivenza. Ma attribuire a questa sfera ogni visione del soprannaturale è indubbiamente riduttivo. Gli esseri umani hanno dei talenti, delle percezioni, o chiamiamole pure sensazioni, che li riportano all’infanzia, a un mondo di visioni e immaginazioni molto potenti e creative. Per la mente umana non c’è distinzione tra un dato di realtà e uno immaginato. Le emozioni che provano le persone sono le stesse, altrimenti non sarebbe spiegabile come sia possibile emozionarsi con un film o leggendo un libro o empatizzando con le emozioni degli altri. La società contemporanea altamente tecnologica e scientista mette in secondo piano tutto ciò che non rientra nella sfera della comprensione razionale e della dimostrazione.

Resiste nelle persone l’attrazione per qualcosa di altro dal primo livello di analisi della realtà. Resistono le religioni che pongono l’accento proprio sulla sfera intima e spirituale di ciascuno, resiste una spinta che proviene dall’inconscio che associa la realtà visibile e conoscibile con aspetti archetipici che agiscono nell’ombra. Queste figure chiamate archetipi, si riferiscono a ciò che intimamente ci guida, anche se apparentemente sembriamo pilotati dalla mente.

La Maga Folìa

Prendiamo come esempio la prima leggenda del libro “La Maga Folìa” che parla di una maga che divenne strega. L’archetipo della strega fa riferimento a donne con il culto delle erbe, che curavano con le piante e che compivano riti legati alla natura. Esistevano queste figure molto prima del cristianesimo e si possono ricondurre metaforicamente alle lamie della mitologia greca, a Lilith divinità mesopotamica o a Diana, la dea lunare romana. Nel corso del Medioevo e poi durante i rinascimento “le streghe” subirono un attacco durissimo da parte della Chiesa, attraverso la “Caccia alle streghe”. Tantissime donne vennero bruciate sui roghi, dopo estenuanti torture che portavano a confessare qualsiasi cosa. Cosa nasconde una persecuzione di questa portata? Le streghe erano veramente le serve del demonio? Parlerò in un altro articolo specificamente dell’argomento.

Le Leggende

Nella raccolta di leggende, i temi sono disparati, i luoghi sono tredici, uno per ogni storia e per ogni comune.Nel castello dei Conti Oliva con la storia tragica della damigella “Olimpia”. A Pietrafagnana con “Il Dito del Diavolo”. Alla Cupa di Lunano con “La Maga Folìa”. Alla Pieve di S. Cassiano con “Il tesoro fantasma”. Alla Chiesuola di Casteldelci con “L’antro del peccato”. Al fosso di Belforte con “Gli Artigli del Diavolo”.

Il Diavolo e il Sasso Simone e Simoncello

Sul Sasso di Simone dove le storie di Carpegna e Sestino occupano lo stesso suolo dell’altipiano, con le leggende “Il balinsei delle Streghe” e “I Folletti”. Nell’ex palazzo Vandini di Frontino con “Il fantasma del Palazzo”. Al Lago di Andreuccio con l’omonima storia “Il Lago di Andreuccio”. A San Leo che fu prigione di Cagliostro con “Cagliostro e la Morte”. Nella Rocca di Sassocorvaro con “La Rocca degli Spiriti” e in quella abbandonata di Maioletto con “Il Ballo Angelico”.Riprendono vita antiche figure, echi del passato che si riverberano nel presente e che proiettano la loro ombra sul futuro.

Una pagina del libro: La Rocca degli Spiriti

Tra storia e romanzo

Da sempre l’uomo è affascinato e attratto dalla dimensione misteriosa e con questa pubblicazione si vuole ricondurre per mano lo spettatore, il lettore, il turista, nei luoghi dove queste leggende sono nate. Il tentativo, attraverso un linguaggio vicino all’oralità, è di restituire le storie con la loro atmosfera di narrazione col sapore del passato; è un libro che andrebbe letto ad alta voce. In parte storico e in parte romanzato, il suo scopo è di far rivivere le leggende del passato di queste terre che come gli archetipi in esse contenuti non tramontano mai.

La parte oscura che ognuno possiede non è il lato “negativo” e non va rinnegata, piuttosto conosciuta e rispettata. L’inconscio con i suoi segreti fa parte di questa dimensione e allontanarla non fa che renderla ancora più forte. Jung parla a questo proposito di “ombra” e dice che l’unico pericolo per la psiche umana che rischia una vera scissione è l’occultamento dell’ombra. Contrariamente la sua integrazione porta a maggiore salute mentale. La notte c’è la Luna, il femminile, l’indefinito e il giorno il Sole, il maschile, il visibile, e la medaglia ha bisogno di due facce!

Per approfondire

Segreti e storie popolari delle Marche, Antonio De Signoribus

Fantasmi e luoghi “stregati” di Romagna, Eraldo Baldini

 

 

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