Befana, Strega o antica divinità?

Befana, Strega o antica divinità?

Perché si festeggia il 6 gennaio?

Gli antichi romani, associando i riti al loro calendario, festeggiavano il 25 Dicembre il Sol Invictus che rappresentava il loro Solstizio d’Inverno (Da un punto di vista astronomico il solstizio d’Inverno corrisponde al 21 Dicembre). Dopo 12 giorni si celebrava la morte e la rinascita di Madre Natura. Probabilmente l’origine è da far risalire a riti propiziatori pagani più antichi, legati ai cicli stagionali dell’agricoltura. Questi riti a loro volta sono collegati o derivano da celebrazioni dei Celti. I maghi-sacerdoti officianti i cerimoniali erano chiamati Druidi. Venivano bruciati grandi fantocci di vimini in onore delle divinità. La Befana è connessa nel suo aspetto da vecchia all’anno trascorso, che brucia e poi rinasce come anno nuovo. Vedi anche la tradizione di bruciare la vecchia.

Da dove viene la Befana?

I Celti nei loro fuochi rituali bruciavano vittime sacrificali animali e alle volte prigionieri di guerra. Questi comportamenti insinuano un alone di oscurità sulle origini della figura della Befana. Come non pensare ai roghi delle streghe nel periodo della Santa Inquisizione? Epifania,  dal greco epiphàneia, significa: manifestazioni della divinità ed è composta da epi, che significa alto, e phàneia da phànein, apparire. Quindi una divinità che si manifesta dall’alto. I romani Infatti credevano che nelle 12 notti dal Natale all’Epifania, che simboleggiano i dodici mesi del calendario, delle figure femminili volassero sui campi per propiziare dei fertili raccolti.

Forse queste divinità volanti e con poteri di fertilità sono collegate a Diana, la dea lunare della caccia e della vegetazione. Queste figure, per quanto alcuni ricercatori divergano da questa ipotesi, sono assimilabili alle origini del mito delle streghe. La Chiesa Romana condannò i culti pagani cercando di sovrapporre la propria simbologia, sovente generando dei sincretismi. La Befana probabilmente rappresenta una di queste sovrapposizioni, una personificazione di figure mitico-magiche del paganesimo romano trasformata nei secoli dalla Chiesa fino a divenire l’odierna vecchina che porta i doni o il carbone.

Perché la Befana vola sulla scopa?

La scopa assumeva anticamente il ruolo di oggetto simbolo per la pulizia dei luoghi di culto quindi per purificare le abitazioni e le anime per la rinascita con la nuova stagione. Si attribuiva alle scope con fili di saggina un potere germinativo. Ecco che la nostra Befana condivide con le sue sorelle streghe il cavalcare, con annesso simbolo fallico, una scopa. Secondo alcuni la posizione della scopa della Befana e contraria rispetto quella delle streghe, come a volerne invertire i poli simbolici, la prima positiva e la seconda negativa. 

La nostra vecchietta volerebbe con le ramaglie sul davanti, in realtà guardando varie illustrazioni e dipinti emerge il contrario, anche se non sempre. Vediamo quindi streghe con le ramaglie sul di dietro e sul davanti. In quest’ultima posizione probabilmente avevano la funzione ci catalizzatori della magia demoniaca che le faceva volare per giungere al Sabba. In ogni caso, queste commistioni e confusioni evidenziano il legame tra le due figure.

Carbone per i cattivi

Il carbone nella calza aveva nell’antico rituale dei falò un significato legato al rinnovarsi della stagione, come per il  rito del ceppo. I resti incombusti possedevano un valore magico-simbolico. Veniva messo assieme ai dolci all’interno della calza. Con il cattolicesimo mutò valore e diventò il simbolo della punizione per i bambini cattivi.

L’epifania tutte le feste si porta via

L’epifania, la manifestazione della divinità, si riferisce a Gesù Cristo che 12 giorni dopo la nascita si manifesta ai Re Magi. Infatti il 6 di Gennaio, nella tradizione del Presepe, arrivano i Re Magi dal Bambin Gesù. Presso i romani si concludevano in questa data i festeggiamenti al Sol Invictus e ci si preparava al cambiamento.

La calza della Befana

Le origini della calza sembrano anch’esse romane e risalirebbero a Numa Pompilio, uno dei sette re di Roma. Sembra che il re appendesse una grande calza durante il solstizio d’Inverno e i primi di Gennaio e una Ninfa la riempiva di doni della natura. Con l’avvento del Cristianesimo troviamo una leggenda che narra di una vecchia che diede le indicazioni sulla via ai Re Magi. Non credette subito alla nascita del Salvatore e poi si pentì. Per farsi perdonare passò casa per casa offrendo doni e dolci, sperando di trovare Gesù. La vecchina era vestita con degli stracci e allora gli abitanti del villaggio decisero di appendere calze e scarponi per ricambiare i doni. Così lei poteva scegliere se prendere quello che poteva servirle per scaldarsi o lasciare qualcosa nelle mitiche calze.

Conclusioni

Quindi la Befana, non avendo forse più bisogno le streghe di essere giudicate, può essere definita una strega buona. Le sue origini la ricordano mentre vola, portando doni, passando sopra i campi e oggi entrando nei camini, accessi verso l’intimità dei domestici focolari.

Altre informazioni

Quotidiano.net

Per l’ipotesi di derivazione della Befana (e anche della strega) dalla Dea Strenna romana vedi : IMPERIVUM ROMANVM

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