Natale e Solstizio d’Inverno! Le origini antiche!

Natale e Solstizio d’Inverno! Le origini antiche!

     Il Solstizio di Natale

Il solstizio d’Inverno cade precisamente il 21 Dicembre. Quattro giorni prima di Natale. È il giorno più corto dell’anno, con meno luce, nel pieno dell’Inverno. I popoli antichi temevano che l’astro della vita potesse spegnersi. Alte erano le preoccupazioni in merito al clima freddo e alle possibilità di sopravvivenza.

Da questo nacquero dei rituali per propiziare l’abbondanza. Un rito a scopo di ben auspicio, di origine Nord europea, era di bruciare un “ceppo”, (Vedi articolo) nel camino, la notte della vigilia di Natale. Sarebbe poi stato mantenuto acceso fino all’Epifania. Simbolicamente era un aiuto al Sole, un invito a mantenere viva la propria energia e calore. Questi riti erano propiziatori per i futuri raccolti e il ceppo divenne per i cristiani lo strumento per scaldare il bambin Gesù. Si festeggiava il 25, in quanto il Sole a quella data, dopo un’apparente sosta in cielo, rinasceva. I giorni ricominciano ad allungarsi in modo evidente dal 25 Dicembre in poi.

Il Sole, le divinità e Cristo

Molti simboli pagani furono sostituiti da quelli cristiani. Si manteneva una corrispondenza di senso, sovrapponendo una nuova figura. In molte culture pre-cristiane ritorna la tradizione dei festeggiamenti per il solstizio d’Inverno. Allo stesso modo la figura del Cristo era esistita sotto altre sembianze. Il 25 Dicembre i pagani che adoravano Mitra, aiutante del dio celeste Ahura Mazdah, celebrando il “Dies Natalis Solis Invicti“. Era il giorno della nascita del sole invincibile.

Prima di loro, i greci, festeggiavano il dio Apollo, traghettatore solare. Prima ancora, con Osiride, gli egizi facevano la stessa cosa. Il dio Horus egizio era nelle braccia di Iside come il bambino con la Madonna. Il dio Mitra fu partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e fu chiamato “il Salvatore”. Più di 3000 anni prima di Cristo veniva festeggiato il babilonese Shamas, dio Sole. Giunse poi Isthar con il figlio Tammuz. Questi aveva un’aureola con dodici stelle, a simboleggiare i segni dello zodiaco. Morì e poi risorse dopo tre giorni. Gli esempi potrebbero proseguire ma questo può bastare per rendere l’idea di come il culto del Sole sia riferibile a Cristo.

Il Natale di Gesù e quello di Babbo Natale

Il resoconto della nascita di Gesù proviene in primis dai vangeli di Luca e Matteo. Per i cristiani, il Natale e la nascita di Cristo, assumono un valore fondamentale. La divinità scende sulla terra e si fa carne. Ma Babbo Natale? Lo scambio dei doni nel periodo del solstizio risale ad epoca romana. Babbo Natale è collegato a San Nicola, Santa Claus, vescovo di Myra nel IV sec. d.C. Aveva ereditato tante ricchezze di cui si liberò facendo regali ai bisognosi. Dopo morto la sua salma venne trafugata e condotta a Napoli, di cui divenne patrono. Probabilmente arrivò negli USA con gli immigrati olandesi.

Lo scrittore Clement Clarke Moore nel 1822 scrisse una poesia per i suoi figli, sulla figura di Babbo Natale, Santa Claus. Nacque così l’unico e vero portatore di doni. La veste attuale di Babbo Natale è dovuta invece ad una immagine pubblicitaria della Coca Cola del 1931. Si impose poi al resto del mondo.

Il bambino che nasce è portatore di luce e amore. Simboleggia la speranza per il futuro. La radici di questo rito sono molto antiche e fanno riferimento alla rinascita del Sole. Dopo il solstizio (da soltitium, il sole si ferma) inizia ad allungarsi la sua benefica e calda presenza sulla terra. Sol Invictus, colui che non è sconfitto, Dio.

Per approfondire

IMPERIVM ROMANVM – Origini delle feste Natalizie

Accademia della Crusca – Santa Claus

Leonardo.it – Solstizio d’Inverno

 

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