Malattie! Vengono da fuori o da dentro?

Malattie! Vengono da fuori o da dentro?

Visione materialistico meccanicistica

All’interno di una visione meccanica del corpo umano, ogni guasto viene interpretato come un problema da risolvere con l’eliminazione. La medicina occidentale si è specializzata nel cercare di svolgere questa funzione, eliminare le malattie.

 

 

 

 

Il medico è il meccanico che ci deve riparare, con un farmaco o con un’operazione. Se non ci riesce non è un buon meccanico, diventa il responsabile della nostra salute. Le malattie all’interno di questo paradigma si spiegano con abitudini di vita, predisposizione, ereditarietà, e ciò che non si riesce a spiegare diventa un’eccezione che esce dalla regola.

Superare la visione meccanicistica

Sempre più persone si rendono conto che le promesse della medicina non soddisfano le aspettative. Le malattie non vengono spesso curate, in maniera definitiva, ma se ne alleviano i sintomi e non si riesce a risalire alle cause.

Il medico non può risolvere ogni problema e se si pone con umiltà può aiutare molto. Quando però si mette in cattedra, abusando della propria posizione di potere, si espone alle peggiori critiche. Se per esempio si deve subire un intervento chirurgico, ci vengono sottoposti dei fogli da firmare che si chiamano “consenso informato”. Senza firma non si può procedere all’operazione. Firmando, il paziente si assume i rischi naturali insiti in ogni operazione, rischi che non competono il medico. Lui si assumerà i rischi di un suo errore, ma un’operazione può andar male anche senza errori del medico, perché? Perché un corpo non è un’automobile, il suo equilibrio è molto più delicato, per questo il meccanico quando gli portate l’auto non vi fa firmare nessun foglio, deve aggiustare l’auto e basta. I medici, giustamente, non possono assumersi tutta la responsabilità dei rischi derivanti da un’operazione.

Forse perché non sono infallibili e il corpo umano non è una macchina, e viene trascurata nell’approccio alla cura la componente spirituale e animistica che ha un peso molto più grande di quello che si pensa per la guarigione.

Visione equilibrata delle cose

Non si vuole di certo condannare la medicina occidentale, sarebbe da folli, ma ridimensionarne gli atteggiamenti e le posizioni di ipotetica superiorità rispetto terapie “alternative”. I pronti soccorsi sono indispensabili, taluni farmaci anche, ci sono operazioni chirurgiche risolutive… ma nel lungo periodo e per diverse malattie i farmaci si rivelano portatori di innumerevoli effetti collaterali e non risolutivi delle patologie.

Un approccio più sensato non mette nessuno sul piedistallo. La medicina orientale o le medicine “alternative” devono avere il loro spazio e si devono verificare sulla pratica e con valutazioni non di parte gli effetti benefici.

 

Le malattie sono un maestro

In realtà la malattia è il nostro maestro. Consente di capire i nostri errori e di correggerli. Si può tentare di risalire alle cause scatenanti ma per far questo l’approccio non può essere meccanico. In ogni individuo, anche la stessa malattia agisce in modo diverso.

La malattia è un nostro prodotto interno, non un fattore esterno invasivo col quale non abbiamo nulla a che fare. E’ difficile accettarlo ma siamo sempre i responsabili di quello che ci accade, anche di quello che non capiamo. Delegare ad altri la nostra salute è un grande errore. Prima di tutto dobbiamo elevare la nostra consapevolezza, il resto segue.

Per approfondire

Si consiglia la lettura dell’ottimo testo “Ogni sintomo è un messaggio”di Claudia Rainville

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