Cos’è la realtà? Finita o infinita?

Cos’è la realtà? Finita o infinita?

La risposta è la domanda 

La realtà è che la risposta a questa domanda risiede nella domanda stessa. La risposta è la domanda. Se mi pongo l’interrogativo su cosa sia la realtà, mi metto nella condizione di ascolto e osservazione. Se non vi ponete la domanda avete già una risposta ma non siete voi, o meglio è una parte di voi che vorrebbe sembrare tutto. La mente che mente.

Come la si frega? Lasciandole apparentemente le redini, come fosse lei a decidere e determinare la nostra personalità. Noi saremo dietro che la osserviamo, senza intervenire, spesso gli interventi più che aiutare agiscono da blocco del flusso vitale. Ah, siamo più di uno, e quando si creano delle forti divisioni si può arrivare alla patologia. Più di frequente avviene l’identificazione con la mente e quindi una forte unione interna destinata spesso a irrigidirsi.

I ruoli e le maschere

Il dialogo interiore non avviene tra un io che definirei profondo e un io che definirei superficiale, ma all’interno della mente stessa. In questo modo si creano schemi e strutture che lasciati lì, si depositano e rischiano di diventare noi, sotto forma di ruoli, maschere sociali. Riuscendo a osservarci da un punto di vista più interno, possiamo percepire la mente e il suo continuo lavorio. Quel punto di vista è più libero se deve prima osservare. Rispetterà il pensiero che essendo l’interfaccia con la realtà deve avere il suo peso, ma sarà pronto poi a decidere cosa fare in autonomia dai pensieri generati, non identificandosi con essi.

Si ottiene così il doppio vantaggio di avere la mente più libera e l’io profondo più autonomo e consapevole. Detto questo, per rispondere alla domanda, direi che la realtà è la visione della mente. Ci possono essere tante realtà quante sono le menti e da questo punto di vista le persone si dividono. Poi ci sono queste parti profonde che possono entrare in una comunione totale fino a percepire la stessa realtà.

Quelli che sostengono che la realtà si basi unicamente sul piano materiale vedono solo un riflesso della loro lente. È la mente che inganna il profondo, presupponendo di poterlo guidare. In realtà questo non avviene mai, a guidarci è sempre l’inconscio, per questo i problemi risolti solo con la mente, ritornano. Quali sono i miei problemi? La risposta è nella domanda.

    Interfaccia della realtà

Non è stimolante un dialogo tra menti ma tra due coscienze che sanno di dialogare con le loro interfacce mentali. Su questa via i pensieri non sono ripetitivi, le esperienze sono varie e stimolanti e siamo predisposti alla novità e al cambiamento. Occorre togliere quel qualcosa che ingombra, frutto di pensieri, convinzioni, educazione. Facendo questo la comunicazione diventa reale, come la percezione dell’altrui punto di vista, e si innescano le alterazioni reciproche.

Non può esserci un disegno finito, uno schema dentro il quale sistemare la realtà. È molto più grande di quello che sembra. È infinita… Un numero circoscritto, equilibrato, che riverbera il suo significato nemerologico nell’Arcano La Giustizia (Vedi Arcani Maggiori dei Tarocchi) è il numero 8. Se si guarda questo numero da un altro punto di vista, inclinato di 90°, diventa il simbolo dell’infinito. Finito e infinito allo stesso tempo.

       

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